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Neil Young - Hitchhiker

Una nuova gemma riaffiora dagli archivi di Neil Young: un disco acustico, solista, registrato nel 1976 con lo storico produttore David Briggs.

David Crosby - Sky Trails

Terzo album in appena quattro anni, il nuovo sofisticato lavoro del membro più anziano di CSN&Y è un'altra prova della sua ritrovata creatività.

Crosby Stills Nash & Young

Quella di Crosby, Stills, Nash & Young è una storia tutta particolare nel mondo della musica rock. Non un vero gruppo, piuttosto quattro individualità, quattro personalità forti legate da un rapporto artistico ed umano che avrebbe fatto la felicità di Freud.

Neil Young

Sulla scena da mezzo secolo, il solitario di Topanga è un perfetto esempio di eclettismo musicale a 360°. Da icona del country-rock anni 70 a padrino del grunge anni 90, la sua musica sconfina nei territori più disparati pur mantenendo una forte coerenza personale.

Neil Young - The Oral History

I dischi di Neil Young raccontati in prima persona: una collezione di interviste d'archivio a Young, i suoi musicisti e i produttori.

lunedì 2 ottobre 2017

David Crosby: Sky Trails (2017)


1. She's Got To Be Somewhere 
2. Sky Trails
3. Sell Me A Diamond 
4. Before Tomorrow Falls On Love 
5. Here It's Almost Sunset
6. Capitol
7. Amelia 
8. Somebody Home 
9. Curved Air 
10. Home Free


Rassegna stampa internazionale

Nel complesso Crosby sfiora una serie di tematiche e di suoni piacevoli, mettendo insieme le sue tipiche armonie tenorili con materiale di qualità sorprendentemente alta, vista la quantità della sua recente produzione.
Allmusic - voto 8

In questi dieci brani squisitamente artigianali risuonano gli anni 70.
Mojo - voto 8

Queste canzoni, scritte con maestria e realizzate con evidente passione da uno dei più veterani e idiosincratici musicisti americani, dimostrano che Crosby migliora invecchiando, ha più confidenza nelle sue abilità di cantante e compositore e nel mettersi in gioco.
American Songwriter - voto 7

A tratti la produzione è eccessivamente scivolosa, ma Sky Trails è un'opera forte e sinuosa.
Uncut - voto 7

Preso dal mantenere il suo sound e dal sperimentarne di nuovi, a Crosby manca un'identità musicale risoluta su questo nuovo album.
Paste Magazine - voto 6.5

Sky Trails è un trionfo di creatività oltre ogni aspettativa. Crosby [...] ha sepolto i suoi demoni concentrandosi su ciò che è sempre stato bravo a fare: scrivere canzoni che commentano la vita personale e la società, e cantarle mirabilmente.
Getreadytorock - voto ****1/2 (su 5)

Crosby dice di non voler dare per scontato il suo ultimo sprazzo di creatività e Sky Trails è un eccellente insieme di canzoni che permette di continuare ad apprezzare e godere dei suoi talenti.
Washington Post - rece positiva

"Sky Trails" ha il sapore misterioso quasi medievale di "Guinevere", mentre la jazzata "Before Tomorrow Falls On Love" è un tributo al miglior lato del sogno hippy.
The Times - voto **** (su 5)

mercoledì 20 settembre 2017

Hitchhiker: rassegna stampa


Un lavoro che riflette con forza la stagione irripetibile di una California antica e idealista, del tutto distante da quella che ci viene costantemente propinata oggi. Neil Young si concede a una visione diversa del proprio singolare universo musicale attraverso un album dimenticato nel suo turbolento passato, offrendo così al mondo un nuovo tassello della storia del cavallo pazzo di Winnipeg, che, all'epoca appena trentenne, poteva già vantare una carriera di prim’ordine. [...]
Voto 3.5 (su 5)

Niente di nuovo sotto la luna piena californiana (Malibu per la precisione), tutto o quasi già sentito in forma diversa e più definita, ma queste registrazioni, rigorosamente unplugged e ridotte all’osso, sono ancora e sempre un gran bel sentire. [...]
Voto 8 (su 10) - Disco consigliato

Le versioni qui riportate sono vergini, pure, cristalline, lontanissime dal concetto di barile raschiato che normalmente anima questo tipo di operazioni: pur evidenziando un lato del folk singer piuttosto noto e molto ostentato - quello intimistico e solitario, ciclicamente da lui sempre proposto, in studio e dal vivo - la performance evoca forti, intense suggestioni. Impossibile rimanere asettici all'ascolto, giacché il documento si segnala per il suo alto valore intrinseco capace, come è, di testimoniare la natura primigenia di alcuni dei pezzi che andranno a comporre il repertorio storico del cantante. [...]
Voto positivo

Il tempo passa, le mode cambiano, i gusti crescono e si evolvono, ma Neil Young difficilmente riesce a scendere dai palchi, difficilmente riesce a sparire. Lui c’è stato, c’è e ci sarà, e per questo Hitchhiker non delude le aspettative e si sente a pelle quel respiro lungo dopo più di mezzora, e pare quasi di vederla quella luna, di sentire l’odore delle sigarette e di percepire tutta la magia di quella notte dell’11 agosto 1976. [...]
Voto 8 (su 10)

Non sono canzoni o interpretazioni che lasciano indifferenti. Anzi, si percepisce la sensazione che Young abbia ancora molto da dire: specie se un album di oltre trent’anni fa risulta ancora tanto fresco e pulito. Qui ritroviamo, per l’ennesima volta, la coerenza poetica di un uomo che ha utilizzato la musica come lente d’ingrandimento mediante la quale evidenziare avvenimenti del quotidiano. Una, necessità, che lo rende più vicino e solidale a ciò che gli accade intorno. [...]
Rocklab
Voto **** (su 5)

Rappresenta una suggestiva finestra aperta su un’intimità da sempre celata e custodita gelosamente. Una feroce delicatezza che abbiamo avvertito in un assolo infinito, nell’afflato di un’armonica o negli ultimi rintocchi in lontananza di tasti in bianco e nero. [...]
Sentireascoltare
Voto 7.3 (su 10)

[Neil] ci mostra la sua grandezza di fronte alla spoglia (embrionale) esecuzione di dieci canzoni: voce, una chitarra acustica,  un'armonica, più un pianoforte che compare nella finale 'The Old Country Waltz'. Aggiungete un po' di sana stonatura da sostanze e Hitchhiker è completo nella sua spartana incompletezza. [...]
Voto **** 1/2 (su 5)

Sembra di vederlo quest'uomo, da solo in una baracca da qualche parte sulle Montagne Rocciose, mentre una tempesta infuria fuori. Solo con i suoi tanti fantasmi, con l'ansia e la devastazione mentale che solo chi fatica a trovare il suo posto al mondo può avere. [...]
Il Sussidiario
Rece positiva

Per un attimo, siamo sulla Human Highway di Young, "How could people / get so unkind", avvolti nel misterioso percorso dei mostri della mente del grande cantautore americano (sì, americano, perché l’America è grande e sconfinata, e va da Nord a Sud attraverso terre e confini arbitrari). Per un attimo siamo nel ranch, anche noi a trovare rifugio dalle dolorose battaglie che si consumano lì fuori, a cantare, a bere o dormire, in fondo dimenticare. [...]
Rece positiva

Dieci canzoni, alcune divenute celeberrime, ma anche due canzoni inedite come Hawaii e Give Me Strenght. Sei pronto Briggs? Così si apre l’album, poco più di 33 minuti di musica immortale, essenziale. [...]
Rece positiva

Hitchhiker è uno di quegli album da ascoltare in religioso silenzio perché riconcilia con il mondo e, in particolare, con il mondo della musica, quasi a voler dimostrare che nel 2017 è ancora possibile fare musica senza ricorrere necessariamente al computer e all’elettronica. [...]
Offtopicmagazine
Rece positiva

Per completisti amanti di demo e bootleg, con produzione distillata che garantisce una buona qualità d'ascolto. [...]
Voto 4 (su 10)

martedì 12 settembre 2017

Neil Young: Hitchhiker (Reprise Records, 2017)


1. Pocahontas
2. Powderfinger
3. Captain Kennedy
4. Hawaii
5. Give Me Strength
6. Ride My Llama
7. Hitchhiker
8. Campaigner
9. Human Highway
10. The Old Country Waltz 


Chitarra, pianoforte, armonica, voce: Neil Young
Produced by David Briggs
Recorded at  Indigo Ranch Studios, Malibu (California)

"Nel 1976 ero sempre di fretta, scrivevo molte canzoni ogni settimana, troppo materiale e troppo poco tempo per andare in studio. Registravo dovunque potessi e andavo veloce, completando i miei dischi rapidamente. Per me non era importante creare album tecnicamente perfetti ma catturare le esecuzioni originali e i sentimenti di ogni nuova canzone. Quelle performance in gran parte racchiudono l'essenza delle canzoni. Era questo il mio metodo. […] Una notte io e [David] Briggs capitammo in uno dei suoi posti preferiti, gli Indigo Ranch Studios [di Malibu]. Passai lì la notte insieme a David a registrare nove canzoni acustiche, da solo, realizzando un disco che intitolai Hitchhiker. Era completo nel suo insieme, sebbene io fossi piuttosto impassibile e questo si avverte nelle esecuzioni. Dean Stockwell, un amico e un grande attore con cui più avanti lavorai in Human Highway, era con noi quella notte, seduto nella stanza con me mentre suonavo tutte le canzoni in fila, fermandomi soltanto per uno spinello, una birra o una coca cola. Briggs era in sala controllo, mixando dal vivo sulla sua console preferita."
Neil Young, “Special Deluxe” (2014)

Tra il 1975 e il 76, Neil Young lascia Carrie Snodgrass dopo una relazione sempre più problematica, ritrova i Crazy Horse con cui vive un periodo fruttuoso e si sposta da un posto all'altro tra tour e case sulla spiaggia. Probabilmente attraversa il periodo di maggior creatività della sua vita, sia in termini di qualità che di quantità. Letteralmente non riesce a star dietro alle sue canzoni: terminato di registrare un album è già pronto per sperimentare il materiale successivo, appena scritto, e così gli album e le sessioni si accumulano dietro di lui, dimenticate, come una scia di macerie dietro un carro armato che procede a sfondamento. Questo è il Neil Young più o meno tra il 1975 e il 1978: sono gli anni di “Cortez The Killer” e “Like A Hurricane”, di “Powderfinger” e “Pocahontas”, ma soprattutto di una lunga serie di canzoni meno note ma di uguale spessore, di cui per la maggior parte rimane ignota la versione originale o quantomeno il contesto originale di provenienza. In quegli anni e nei successivi, in album come American Stars n' Bars, Comes A Time, Rust Never Sleeps, Hawks & Doves (1977-1980), Ragged Glory e Unplugged (1990 e 1993), Young si diverte a collocare, tra brani del momento, canzoni ripescate da quel triennio d'oro, mantenendo le versioni originali oppure registrandole di nuovo (come “Country Home” e “White Line” in Ragged Glory, “Stringman” nel live Unplugged).
Il risultato è che, a partire dal 1975, l'unico album che rappresenta effettivamente il contesto da cui deriva, nella sua totalità (a eccezione dell'ultimo brano), è appunto quello del 1975, Zuma, forse il miglior risultato dei Crazy Horse di sempre. Dopo Zuma si passa direttamente al particolarissimo Reactor del 1981, da cui ebbe inizio tutta la celeberrima bizzarria younghiana anni 80. American Stars, Hawks & Doves, Rust Never Sleeps e ovviamente anche Long May You Run, la sottovalutata collaborazione con Stills del 76, sono dischi-mosaico che pescano da questo e da quello, un po' da prima e un po' da adesso.
Il preambolo, come al solito, era necessario per inquadrare Hitchhiker nel suo contesto. Quello che infatti può sembrare, all'ascolto, un insieme di demo acustiche, è in realtà il secondo esempio (dopo Zuma appunto) che abbiamo tra le mani, risalente al periodo suddetto, di “album” propriamente detto, cioè figlio di un'unica sessione nella quale Neil Young si concentra su materiale recente (in gran parte nuovo). Una testimonianza più unica che rara di un momento fondamentale nella carriera del folk-rocker canadese, che sbobina in poco più di mezz'ora dieci canzoni, tutte di grande intimità e profondità, alcune destinate a diventare classiche, altre a restare tra le chicche di album secondari, altre a cadere nel profondo pozzo degli Archivi younghiani. Ascoltare “Powderfinger”, “Pocahontas”, “Ride My Llama” e “Human Highway” nelle primigenie, spoglie, veloci versioni appena fuoriuscite dalla penna e dal plettro di Neil Young, è a dir poco emozionante. Le prime due sono le stesse versioni che circolano da tempo nel bootleg dell'album Chrome Dreams. Di tutte le canzoni presenti qui, probabilmente “Human Highway” è quella più vecchia (nel 1973 era già stata registrata da CSN&Y, una versione che circola nei bootleg). Anche “Campaigner” e “Captain Kennedy”, due canzoni dal timbro politico, hanno finalmente il loro contesto naturale (sono gli stessi take presenti su Decade e Hawks & Doves, ma “Campaigner” è qui proposta finalmente nella versione integrale con una strofa in più, tagliata nella versione di Decade).
Di “Hitchhiker”, che conosciamo dalla versione elettrica incisa per Le Noise (2010), possiamo ascoltare qui l'originale, che data la differenza vale quasi quanto un'inedita assoluta, anche perché ci sono alcune diversità nel testo (in particolare, Young usa il tempo presente anziché passato per le ultime strofe e fa un diretto riferimento a Carrie Snodgrass; manca inoltre la strofa finale aggiunta sulla versione 2010). Spoglia e grezza fa la sua figura, sebbene la miglior resa di questo brano – almeno a nostro parere – rimane quella dal vivo nel tour acustico del 1992, che assume un impressionante tono spettrale qui assente.
Le due inedite, che corollano il disco e lo rendono ancora più appetibile per i fan, sono “Give Me Strength” (già nota dai bootleg live) e “Hawaii” (inedita assoluta, a quanto ci è dato sapere). La prima, una ballad dal riff accattivante, è la più sgangherata dell'album: Young commette errori di esecuzione, e non è certo una resa indimenticabile di un brano splendido che ha brillato ancora di più nei concerti del periodo. La seconda è più criptica, altrettanto tipica della sfera più dark dello Young anni 70. Essendo del tutto inaspettata, è impressionante scoprire una canzone così dopo un anonimato durato quarant'anni (e viene da chiedersi nuovamente, chissà cos'altro giace nei benedetti Archivi di cui siamo all'oscuro!).
Ma è l'ultima canzone la sorpresa più grande. “The Old Country Waltz”, conosciuta per essere una “ballad da saloon” su American Stars n' Bars, simpatica ma forse non così meritevole di essere ricordata, qui assume tutt'altri connotati. Spogliata dalle grossolane vesti country, suonata sul solo pianoforte, echeggiante come se davvero Young si trovasse in un vuoto saloon di una città fantasma, è spettrale e bellissima. Non da meno, anche il testo è in parte diverso e da riscoprire.
Le ultime note del “vecchio valzer” si spengono riverberando dolcemente, lasciandoci la nostalgia di un'epoca musicale bellissima, la felicità di averla riassaporata, l'amarezza che sia già conclusa dopo soli trentatrè minuti. Il viaggio è durato poco ma è stato significativo: l'autostoppista del titolo ha fatto un viaggio nel passato, attraverso uno sguardo all'America sanguinaria dei conquistadores, e nel presente di se stesso, una rockstar che gira il paese con il suo bagaglio sulle spalle: una relazione fallita, il consumo di droghe, l'ossessione per la musica, la fama. Un ritratto spontaneo e privo di qualsiasi fronzolo: praticamente il marchio di fabbrica di Neil Young.
Hitchhiker ha inaugurato la Special Release Series, di cui è il disco #5 (i primi 4 non sono ancora usciti), una nuova serie parallela ad Archives e alla Performance Series che a quanto pare si focalizzerà sugli album inediti che costellano tutta la carriera younghiana. Dovremmo quindi attenderci (tra le numerose possibilità) Homegrown, Chrome Dreams e Oceanside/Countryside, tre lavori degli stessi anni di Hitchhiker.

MPB, Rockinfreeworld