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martedì 10 agosto 2010

Dead Man soundtrack - Rassegna Stampa


Non cercate delle parti cantate o melodie di durata superiore ai due minuti: rimarrete delusi. L'album che fa da colonna sonora al film di Jim Jarmusch con Johnny Depp è costituito da tredici tracce (niente titoli) nelle quali il vecchio bisonte canadese si cimenta alla chitarra acustica, al piano, al pump organ ma soprattutto alla chitarra elettrica con largo uso di feedback, il tutto con sottofondo di rumori e dialoghi del film. La leggenda vuole che il disco sia stato registrato in presa diretta con le immagini del film davanti, e si sente. Non è la prima volta che il canadese confeziona colonne sonore su commissione (Where the Buffalo Roam, 1980), e non è nemmeno la prima volta che Young pubblica un lavoro solo strumentale (vedi Arc, la rumoristica appendice del doppio Weld del 1991), Un album evocativo, ricco di sensazioni e di emozioni suscitate da una musica strana, distorta, a tratti spettrale e allucinata. Sconsigliato ai fan del Neil Young cantautore acustico , ma susciterà apprezzamento in chi ama la ricerca sonora.
Giorgio Baratto, Landscape


Personalmente penso che questa sia una delle migliori Colonne Sonore di tutti i tempi. 13 tracce “untitled”, nessuna “song”, nessun “theme”, nessun cantato. Il tutto intrecciato con pezzi dello script di Jarmusch e dalle poesie di William Blake (il poeta.. non il personaggio interpretato da Depp..) citate da Nobody (Nessuno) e da Johnny Depp. Questo Soundrack rimanda, più di tutti gli altri recensiti sin d’ora, alle atmosfere del film: surreali, immaginifiche, psichedeliche, oniriche. Jim aveva appena finito di realizzare il terzo episodio di Coffee and Sigarettes (quello con Waits & Iggy: che recita anche in Dead Man) e si stava staccando dall’avere sempre Waits e John Lurie nella composizione delle colonne sonore. Neil aveva appena finito Mirror Ball, stava cominciando Broken Arrow con Crazy Horse che lo avrebbe portato a Year Of The Horse (sempre con Crazy Horse) e poi nel tour che sarebbe stato documentato dallo stesso Jim Jarmusch. Insomma tutto coincide, tutti in fase mistica, tutti legati ai Nativi Americani: non ne può che nascere un capolavoro del cinema d’autore con un sound che lo trascina sempre più nell’immaginario dei sensi ritrovati, dello spaesamento dei valori, del ritorno alla misticità della natura e del poetico. Neil Young si cimenta davanti allo schermo con chitarra in acustico ed elettrico, il piano e il pump organ: suonati singolarmente, un solo strumento in “solo”. Nel disco si intrasente un soletto ricorrente, il resto sono suoni, rumori, distorsioni, ambient di pump organ e silenzi. Si possono incontrare le atmosfere molto penetranti, di pace onirica ma anche di disturbo e dispersione: Young è stato veramente molotomoltomoltomolto bravo.. (sono commosso!). La mia personalissima opinione lo pone in cima alle Colonne Sonore, rimane un disco molto difficile, sicuramente piacevole “alle mentalità aperte” (badate che non stiamo parlando di John Cage.. ma di Neil Young), lo consiglio a tutti coloro che hanno il coraggio di intraprendere un percorso spirituale ruvido, crudo e per finire: sonoro. 
musicplus.it


La colonna sonora di Young per Dead Man (Vapor, 1996) è un capolavoro di musica ambient psichedelica. Sfortunatamente, l'album include estratti parlati dagli attori del film, che sminuiscono l'energia della chitarra con l'eco di Young, la quale, altrimenti, costituisce uno sforzo formidabile nel regno della pittura sonora astratta. 
Piero Scaruffi