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martedì 10 agosto 2010

Neil Young & Crazy Horse: Rust Never Sleeps (Reprise, 1979)


Non è esagerato dire che Rust Never Sleeps segna la fine di un'epoca: sia perché chiude gli anni del "vero" rock in modo simbolico, sia perché chiude l'era d'oro del suo autore, Neil Young.
Un capolavoro lo è senz'altro, ma non è easy-listening come Harvest o After The Gold Rush. E' un album ibrido e pieno di sapori diversi, nuovi e non.
Il primo lato è acustico e c'è solo Neil, il secondo elettrico e ci sono i Crazy Horse; la maggior parte dei brani sono stati registrati dal vivo, poi aggiungendo editing e parti in studio, mentre qualcuno proviene da sessions più vecchie; ad aprire e chiudere l'album c'è la stessa canzone speculare, "My My Hey Hey"/"Hey Hey My My", in due versioni diverse.
Questi sono i tratti di Rust Never Sleeps. Ciò detto, bisogna ascoltare le canzoni: l'iconica "My My Hey Hey" (e l'altra sua metà) è la canzone più famosa di Young dopo "Rockin' In The Free World" e, come questa, è un inno (reso ancor più celebre dall'arcinoto messaggio suicida di Kurt Cobain, che la citava). "Powderfinger" è un dipinto dell'epoca dei Conquistadores: la canzone rientra nel filone che Young dedica, di tanto in tanto, alle civiltà precolombiane e al massacro degli Indiani d'America. Lo stesso vale per "Pocahontas", dolcissima nella sua tristezza. "Ride My Llama" è un non-sense di ispirazione allucinata. "Thrasher" è una spiazzante autobiografia che si riferisce al difficile rapporto tra Neil e Crosby Stills & Nash. "Sail Away" è la ballad romantica della situazione, con barche e oceani come ispirazione, mentre "Sedan Delivery" e "Welfare Mothers" sono rock acidi e scanzonati, il "punk" younghiano.
Un collage talmente ibrido, schizoide, che solo il tocco di Neil Young al culmine del suo momento d'oro poteva rendere intramontabile.
Matteo Barbieri, Rockinfreeworld


 
Rust Never Sleeps (Giugno 1979, Reprise 2295)
Neil Young & Crazy Horse

My My, Hey Hey (Out Of The Blue) [3:45]
Thrasher [5:38]
Ride My Llama [2:29]
Pocahontas *[3:22]
Sail Away ** [3:46]
Powderfinger*** [5:30]
Welfare Mothers*** [3:48]
Sedan Delivery*** [4:40]
Hey Hey, My My (Into The Black)*** [5:18]

Tutte le canzoni sono di Neil Young eccetto "My My, Hey Hey" di Neil Young/Jeff Blackburn.

Prodotto da Neil Young, David Briggs & Tim Mulligan
Il disco è stato registrato dal vivo durante il tour del 1978 (il pubblico è stato editato in fase di remissaggio), eccetto: *Registrata agli Indigo Recording Studio di Malibu, l'11 agosto 1976, e più tardi ai Triad Recording di Ft. Lauderdale, FL, e ai Broken Arrow Studio di Redwood City, CA.
**Registrata ai Triad Recording, Ft. Lauderdale, FL il 12 settembre 1977, e più tardi ai Woodland Sound Studios di Nashville.

IL CAST:
Crazy Horse (#2) on (***)Neil Young: guitar, vocal
Frank Sampedro: guitar, stringman, vocal
Billy Talbot: bass, vocal
Ralph Molina: drums, vocal

Neil Young & The Gone With The Wind Orchestra (*/ **)Neil Young: guitar, vocal
Nicolette Larson: vocal
Karl T. Himmel: drums
Joe Osborne: bass
et al.

Notes: Neil Young scrisse "Sedan Delivery" e "Powderfinger" per i Lynyrd Skynyrd. Di seguito sono riportate le date in cui sono stati registrati i vari brani:
My My, Hey Hey (Out Of The Blue) (Boarding House, San Francisco, 26 Maggio)
Thrasher (Boarding House, San Francisco, 26 Maggio)
Ride My Llama (Boarding House, San Francisco, 24 Maggio)
Powderfinger (McNichols Arena, Denver, 19 Ottobre)
Welfare Mothers (St. Paul Civic Center, 15 Ottobre)
Sedan Delivery (St. Paul Civic Center, 15 Ottobre)
Hey Hey, My My (Into The Black) (Cow Palace, San Francisco, 22 Ottobre)