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martedì 10 agosto 2010

Neil Young Day: Rock 'n' Roll is here to stay!

Official report by Salvatore Esposito - foto di Emma Marconcini, Stefano Frollano e Salvatore Esposito.

A quasi due settimane dal Neil Young Day, l'unico commento che riesco a focalizzare con precisione è che si è trattato di uno degli eventi più elettrizzanti ed esaltanti della mia vita. Come ho detto nel corso della conferenza stampa al Municipio V di Roma, il Neil Young Day è stato un crescendo rossiniano. E' partito come una semplice festa per il secondo anniversario della fondazione di Rockin' In The Free World per diventare piano ed inesorabilmente un evento di portata internazionale per la gioia e l'incredulità di noi organizzatori. Tutto ciò non si sarebbe mai realizzato se non ci fosse stata la fantastica crew romana di Wooden Nickel nelle persone di Stefano Frollano e Francesco Lucarelli e il prezioso supporto di Serena Astolfi, vera punta di diamante del nostro staff organizzativo. Con loro ho diviso momenti bellissimi di amicizia e di lavoro, scazzi e problemi, alla fine c'eravamo talmente abituati al tam tam di e.mail e telfonate che ci è sembrato davvero strano riprendere la vita quotidiana. Come fan di Young credo che la mia vita non sarà più la stessa, vivere quasi due giorni a contatto diretto con Billy Talbot è stato qualcosa di davvero particolarissimo. Ritrovarsi a scherzare con lui a tavola e poi vederlo suonare le sue canzoni è stato davvero molto particolare. Mi piacerebbe fare un racconto dettagliatissimo, per coloro che non hanno potuto prendere parte a questo evento grandioso per la nostra Net Community, e ci proverò anche se il timore di tralasciare qualcosa non mi fa stare troppo tranquillo.

Mercoledì 15: Conferenza Stampa

Il presidente del Municipio V Caradonna, l'assessore Marcucci e Salvatore EspositoIl ritorno dal Tour di Bob Dylan, mi lascia come al solito l'amaro in bocca, un misto di nostalgia e di bei ricodi che ho provato pochissime volte con altri artisti. Quest'anno però c'era il Neil Young Day che incombeva e quindi non ho avuto molto tempo per questo tipo di sensazioni post-concerto. Così il 15 mattina di buon ora mi sono rimesso in viaggio verso Roma, per partecipare alla conferenza stampa di presentazione del Neil Young Day. La mia presenza era fondamentale in quanto ho fatto in un certo senso la parte del maestro di cerimonie, presentando per prima l'evento e moderando la conferenza lungo tutto il suo corso. Insieme a me c'erano l'assessore alla cultura e il presidente del Municipio V ma soprattuto Billy Talbot, che con l'aiuto della preziosa traduzione simultanea di FrancesBilly Talbot durante la conferenza stampaco Lucarelli si è concesso per circa due ore alle domande dei giornalisti presenti. Terminata la conferenza e salutato Billy Talbot, io e Serena ci siamo messi subito al lavoro per pianificare alcuni dettagli organizzativi con la direzione del Jailbreak. Dopo un pomeriggio di duro lavoro, è venuto il meglio della giornata. Una eccezionale cena in uno splendido ristorante romano. Insieme a me, a Stefano, Serena e Stefano c'era ovviamente anche Billy Talbot e la sua gentile consorte. La serata è stata davvero splendida perchè Billy è un tipo strano e divertente quanto basta per essere marchiato a fuoco con le insegne dei Crazy Horse. Direi una bugia se spesso non sono stato proprio io a far scatenare grosse risate ora con qualche stupidaggine detta nei mio inglese spigliatamente impreciso ora con qualche gag assurda come quella del pane, che mi ha visto passare da persona gentile ad ingorda nel giro di venti secondi. Nell'immediato dopo-cena in attesa del conto "salato Billy Talbot & Salcome il Mar Nero" ci siamo divertiti a fare foto con Billy e soprattuto a vestire i panni dei fans, facendoci autografare dischi e cd. Il dopo cena vero, è stato caratterizzato da una classica passeggiata digestiva nel pieno centro di Roma, con tappa obbligata a Piazza di Spagna. Lì dopo aver tentato di spiegare a Billy il significato del nome Barcaccia (Dirty Old Ship...sarebbe un titolo figo per una canzone no?) e avergli citato da buon dilaniano When I Paint My Masterpiece (dove Bob parla della scalinata di Piazza di Spagna), c'è stata un altra gag assurda con protagonista un incolpevole venditore di rose. Tralascio i particolari perchè metterebbero in luce l'essere tirchi di noi maschi, e quindi per non ledere le nostre posizioni andiamo avanti ovvero al D-Day. O meglio al Neil Young Day.

Domenica 20: Neil Young Day

Seconda levataccia in pochi giorni. Ne valeva la pena. Quindi denti stretti e dritto alla stazione. La parola d'ordine del giorno per quanto mi riguardava è stata: stare calmi. Nessuna corsa, nessun affanno. Questo mi comporterà un ritardo di quasi due ore sul mio previsto arrivo al locale ma considerando la durata dell'evento e il mio impegno come presentatore della serata, era più che giustificato. Arrivato a Roma dopo una lunga marcia verso il mio albergo e un fugace pranzetto, finalmente alle 16 varco la soglia del Jailbreak. E' tutto magnifico, l'allestimento è curato nei dettagli, ogni cosa funziona subito alla grande.

L'allestimentoL'allestimento

Roberto Pezzuoli e Stefano FedeleSul palco provano i Mr.Young con Stefano e Roberto Pezzuoli alle chitarre, è alchimia sonora allo stato puro. Mentre sul palco si preparano per i Watefall incrocio lo sguardo di Stefano, ci salutiamo e percepisco quello che pensa: "Mort... potevi venire direttamente alle 9!". Anyway il tempo stringe e l'inzio è davvero vicinissimo. Faccio mente locale sulle varie presentazioni, scambio due chiacchiere con Renzo Cozzani e poi con il grande Adriano Candali. Spesso mi avvicino al palco per vedere come procede la preparazione, e I Waterfall durante le provein una di queste mie incursioni, vengo sorpreso da una magnifica versione di Like Hurricane suonata al piano (per il check) da Stefano Frollano e cantata da Francesco Lucarelli. Magia pura durata giusto il tempo di provare i vari livelli di volume, resterà un momento magnifico. Intanto arrivano il founder member Peppe "Montezuma" e il mitico Diego "Moe The Sleaze" a cui viene chiesto gentilmente di aspettare al gelo fuori. Dalle 19:00 il pubblico comincia ad affluire numeroso, dopo mezz'ora il locale è già quasi tutto pieno. Ci sono però alcune formalità da espletare come la bella intervista che io, Stefano, FrIl merchandisingancesco e Serena rilasciamo a Canale 21, che seguirà l'intera serata per un servizio da mandare in onda il giorno dopo. Arriva poi anche Giancarlo Susanna, che mi affiancherà in veste di maesto delle cerimonie nella presentazione e dopo aver pianificato un attimo il tutto siamo pronti. Uno sguardo con Stefano e sul palco c'è già Adriano Candali che con il suo flauto magico ci delizia con un medley strumentale aperto da una inattesa e splendida versione di The Painter. Non amo il flauto sopratutto se usato con basi elettroniche ma la classe non è acqua e quando Adriano parte con le Adriano Candali e il suo flauto magicoprime note di Philadelphia, stento a trattenere qualche lacrimuccia. Splendido. Arriva poi il mio momento, si parte con la presentazione di Giancarlo Susanna, che subito dopo ci delizia con un eccellente excursus sulla vita di Neil Young. Chiuso il momento della rievocazione storico-artistica se così vogliamo chiamarlo. Arriva il primo momento clou della serata, la lunga storia di Neil attraverso le immagini di un magnifico prodotto per l'occasione da Wooden Nickel e contenente immagini tanto inedite quanto strepitose dal punto di vista qualitativo. Non voglio affondare il dito nella piaga per coloro che non sono stati presenti ma credo che una buona parte di questi filmati fossero inediti anche per i più avidi collezionisti. Tralasciando i vari brani su cui probabilmente torneremo in seguito nel recensire il DVD.

Ad aprire le danze sul palco è Stefano Fedele, geniale chitarrista acustico che in passato abbiamo ospitato su queste pagine con il suo album di debutto. Nel suo set brillano Are You Ready For The Country e una commovente Soldier, la sua voce soul si sposa alla grande con il suo stile chitarristico che a tratti come ho sempre sostenuto mi ricorda il miglior Ritchie Heavens.

Stefano FedeleRenzo Cozzani

Veloce presentazione e relativi cambi sul palco e si riparte con Renzo Cozzani, che esegue le sue cover in italiano di Neil con un ottimo riscontro di pubblico. I tempi però si fanno sempre più stretti così la band che apre la parte elettrica della serata i Waterfall sono costretti ad accorciare il loro set di un brano. Tuttavia sfoderano una strepitosa Only Love Can Break Your Heart, e una altrettanto spettacolare Human Highway con tanto di banjo in bella evidenza.

I WaterfallI Waterfall

Sul palco salgono poi i Mr.Young, rinata tribute band con ospiti alle chitarre gli Old di Young & Old ovvero Roberto Pezzuoli e Stefano Frollano. La loro performance è un terremoto sonoro vero e proprio. Il vocalist della band, Riccardo, nonostante avesse la febbre si difende con i denti e ci dà dentro alla grandissima sia in Southern Man, cantata con tanto di megafono, sia in Alabama. Ad aggiungere quella dose di ruggine e sudore necessaria per rendere un brano di Young speciale ci pensa Stefano che con la sua White Falcon riempie i vari brani di strepitosi assoli. Ottimo è anche Old Man in una versione che dire da pelle d'oca è poco, in cui Stefano ha letteralmente stupito tutti con la sua lap steel guitar, suonata come fosse una pedal steel grazie ad un pedale per allungare le note.

I rinati Mr.YoungRiccardo al megafono durante Southern ManStefano Frollano guest star con i Mr.Young

Poi è la volta di John Hughes dei mitici Broken Arrow, notissima tribute band canadese. Per lui mi cimento in una doppia presentazione in italiano prima e in inglese dopo. John ci regala un set intensissimo con I am a child, A man needs a maid (a cui mancava solo l'orchestra...sarà la prossima volta John) e Double E.

John HugesJohn Huges

La serata si avvia verso la conclusione, a chiudere la prima parte è Francesco Lucarelli e la sua band con la quale ci delizia con una bella versione elettrica di After The Goldrush, Motorcycle Mama (cantata in duetto con la sua vocalist) e con un brano di sua produzione. Prima dell'atteso set di Billy Talbot, l'assessore alla cultura del Municipio V del Comune di Roma ha rivolto al pubblico il saluto dell'amministrazione che ha patrocinato l'evento.

Francesco Lucarelli e la sua bandFrancesco Lucarelli e la sua band

Finalmente arriva poi il momento clou della serata, il set acustico di Billy Talbot. Per la presentazione lascio il microfono a Giancarlo Susanna (Ubi major minor cessat!), che ovviamente fa le cose alla grande fancendo una breve panoramica sulla carriera di Billy sia con Neil sia con i Crazy Horse ma sopratutto puntando l'attenzione al suo disco di debutto come solista. Il set di Billy è strepitoso, al fianco di brani tratti dall'ultimo disco troviamo alcuni inediti e sopratutto qualche chicca dai dischi con i Crazy Horse. Tra questi ultimi il momento più forte, dal punto di vista emotivo è una magnifica I Don't Wanna Talk About It, scritta da Danny Whitten e incisa con i Crazy Horse nel primo album omonimo. Ad accompagnare Billy, nella parte finale del set e in I Don't Wanna Talk About It, ci sono Stefano Frollano alla lap steel e Francesco Lucarelli alla chitarra e all'armonica.

Billy TalbotBilly Talbot

Billy Talbot al pianoStefano Frollano guest alla lap steel con Billy Talbot

A chiudere la sera sono gli Young & Old, la loro potenza è pari a quella dei Crazy Horse, a tratti la chitarra di Stefano sembra uno schiacciasassi come nel caso del brano di apertua, When You Dance eseguita in una infuocata versione ad alto tasso elettrico. Magnifico è anche il brano successivo The Loner, cantato in modo magnifico da Stefano e perfetto in relazione alla strepitosa Cortez The Killer posta in conclusione con Mr.Soul Frollano ancora in gran spolvero.

Shoot dall'infuocato set degli Young & OldShoot dall'infuocato set degli Young & Old

La perfetta conclusione della serata si è avuta con il classico sing along di Rockin' In The Free World, in cui ho prestato la voce anch'io in veste di special "stoned" guest. Una serata magnifica che resterà per sempre nella mia mente e in quella di tanti altri younghiani.

Il Gran finaleIl Gran finale

Il Gran finaleIl Gran finale

Ancora una sfilza di ringraziamenti: A Stefano, per il preziosissimo impegno a 360°, a Francesco per averci aiutato sui diversi fronti e per aver fatto da tour manager e supporter a Billy Talbot, a Serena, forza instancabile nei rapporti con le istituzioni e la stampa e a tutti coloro che hanno partecipato e si sono divertiti alla grande!

I forumisti con Billy Talbot

di Marco Pavan Foto di Marco Pavan

Stefano FedeleChe dire è stata veramente una serata in profumo di anni 70...uno show magico e sentito che ho avuto l'onore di seguire assieme agli younghiani doc di questo nostro stivale italico. Bene...la mia avventura a Roma comincia molto presto. Arrivo alle 16 nella capitale directly from Vicenza, con alle spalle un sabato devastante (qui gradirei l'applauso per il Renzo Cozzanisacrificio ). Il tempo di rinfrescarmi un attimo e sistemarmi in albergo, e sono già a zompettare per Roma armato della mia Nikon in direzione del Colosseo prima e dell'Altare della patria poi...le luci del tramonto della più bella città di sempre esaltano le foto di queste meraviglie (oddio definire il Vittoriale una meraviglia... è un po' una cosa blasfema...però il Colosseo si...). Bene guardo l'orologio e scopro che è ora di recarsi al Jailbreak...arI Waterfallrivo puntuale alle 19 tramite la metro, in un attimo mi raccapèezzo e trovo il nostro mini Fillmore East...è un locale bellissimo e grandiosamente allestito per la serata. Saluto Salvatore, rispettiva "consorte", Diego e Giuseppe che vedo per la prima volta. Persone davveroMr.Youngsplendide. In teoria io avrei un posto nel tavolo assieme a Salvatore ma i gentilissimi Diego e Peppe mi dicono che stringendoci ci si sta pure nel loro tavolo a ridosso del palco assieme alla grande Marella, davvero deliziosa, una younghiana veramente verace. I filmati iniziali mi lasciano allibito. Come dice il mio nick sono anocra un po' novellino e non posseggo granchè del materiale inedito di Neil per cui tutto ciò che vado è perJohn Hugesme una quasi premier...New Mama con CSN mi lascia di stucco...e poi il concerto...tutti bravissimi belle versioni (su tutte ho vivo il ricordo di una Southern Man dei Mr. Young col nostro Mr. Soul...non me ne vogliano glia altri...alla fine di questa canzone Diego dice: " a me dopo ste robe mi ci vuole un'altra birra!". Momento epico!). Tutti bravi Waterfall, Franz e la sua band, i solisti forumisti , Hughes (davvero esilerante e coraggioso nel proporre A Man Needs A Maid), gli stratosferici Young&Old (davvero superba When You Dance), i già citati Mr Young...e poi la perla, il regalo a noi fans...la performance Billy Talbotdi Talbot. Ora come già diceva Montezuma è stata in alcuni punti una rappresentazione approssimativa ma paradpossalmente ciò ha fatto di essa una performance UNICA con gli interventi bellissimi di Stefano e Francesco. Poi spinto dalla serata ho pure comperato l'album che Billy mi ha autografato (davvero un bel personaggio, gentilissimo). Aprirò un post apposito, ma in alcuni punti mi sembra un album davvero eccellente. Poi si giunge alla fine...il tempo di sbaraccare, salutare tutti (conosco pure Renzo e Pochaontas...) accomodarsi nell'auto del gentile peppe che mi riporta all'albergo e buttarmi nel mio letto pieno di bellissimi e vivi ricordi. Un grazie di cuore a tutti!

Billy TalbotBilly Talbot

Billy TalbotBilly Talbot

Billy TalbotBilly Talbot e Francesco Lucarelli

Stefano Frollano guest con Billy TalbotStefano Frollano guest con Billy Talbot

Il gran finale


di Giuseppe Patanè Foto di Stefano Frollano e Emma Marconcini

La mitica cena pre-show a casa di StefanoLa febbre per la convention comincia ad assalirmi alle ore 15.05 di sabato 19_11 quando mi trovo alla Stazione Termini di Roma per accogliere a braccia aperte l’amico Diego (Moe The Sleaze). Sono già abbastanza eccitato e dopo aver scambiato con Diego un’infinità di materiale ci prepariamo per andare a casa di Mr.Soul, che molto gentilmente ci aveva invitato a cena. Qui incontriamo alcuni di quelli che saranno i protagonisti della giornata di domani, Mr. Young, John Hughs un ragazzo canadese che fa parte di una tribute band dedicata a Neil e la sua ragazza, la nostra dolcissima Pocahontas, Marella una fan di Neil Young che spero presto entri a far parte della nostra comunità ed altre vecchie conoscenze. Emma, la compagna di Stefano e la sua fantastica sorella preparano una cena coi fiocchi e poi, come prevedibile, si finisce con le chitarre in mano L'allestimentoa cantare a squarciagola. Wow! penso tra me questa convention comincia alla grande, se queste sono le premesse domani ne vedremo delle belle. Ed eccoci al momento tanto sospirato, ore 19 davanti al Jailbreak qui ho il grande piacere di incontrare Renzo43 e Youngman che non conoscevo personalmente (due persone deliziose e cortesissime). Avendo prenotato il tavolo da lungo tempo, lo stesso è proprio a ridosso del palco in posizione ideale per seguire l’evento, tanto che il nostro simpatico Admin cerca di corrompere me e Diego per scambiarlo lasciandolo a disposizione del giornalista Giancarlo Susanna. Rapido scambio di occhiate con Diego è la riposta è no “Dio ce lo ha dato e guai a chi ce lo tocca”. Dopo un’attenta visita alla mostra fotografica allestita Il pre-showcon vere memorabilia, dopo l’introduzione di Giancarlo Susanna e la proiezioni di filmati rari, finalmente si aprono le danze e la musica comincia a farla da padrona. Dopo l’apertura di Intropolis che esegue al flauto traverso dei meddley di Young e la volta di Renzo che presenta il suo progetto Neil in Italian, gran coraggio e buona esibizione. Poi è la volta di Stefano Fedele che presenta le sue personalissime interpretazioni dei brani di Young molto originali gli arrangiamenti ed il modo di cantare i vari brani. I musicisti salgono sul palco a ritmo serrato sembra di essere in apnea ora è la volta dei Waterfall che pur ammettendo di non avere brani di Young nel loro repertorio abituale sfoderano un’esibizione grintosa e di grande impatto. Arriva al nostro tavolo Pocahontas è preoccupata perché Mr. Young è febbricitante ed un po’ giù di voce, sto ancora chiedendomi che cosa avrebbe combinato se era in perfetta forma, il set è a mio parere il più trascinante tra quelli visti fino a quel momento, grande sound, grande interpretazione, tutto grande.

Mr.YoungMr.Young

Sale sul palco a questo punto direttamente da Canada John Hughes, è incredibilmente emozionato, suona in maniera approssimativa ma la sua carica, la sua simpatia gli procura le ovazioni del pubblico che intanto ha riempito il locale.

John HugesJohn Huges

Chiude il set dei gruppi, prima che arrivi sul palco l’ospite d’onere della serata ossia Billy Talbot, Francesco Lucarelli ed il suo gruppo. Qui esprimo un pare personale, ma che è stato poi condiviso da tutti quelli che sedevano al mio tavolo. Lucarelli è stato l’unico dei musicisti intervenuti che dopo aver fatto uno o due brani di Young ne ha presentato a sorpresa (sorpresa nel senso che non me lo aspettavo) uno proprio. A mio parere non c’entrava nulla un brano al di fuori del repertorio Younghiano in questa circostanza, sinceramente mi ha infastidito molto, questa è stata la nota negativa di un’organizzazione fino a quel momento perfetta avrei fatto volentieri a meno di sentirmi proporre una specie di pubblicità occulta. Detto questo e dimenticato in fretta arriva Billy Talbot presenta alla chitarra acustica brani del suo nuovo album, chiama sul palco per farsi supportare Stefano Frollano alla slide guitar e Francesco Lucarelli all’armonica. I pezzi sono piuttosto belli e suadenti anche se l’esecuzione è a volte approssimativa, ma una versione da brividi di I don't want talk about it dal primo album dei Crazy Horse fa sembrare tutto eccezionale.

Billy TalbotBilly Talbot

Stefano Frollano e Billy TalbotStefano Frollano e Billy Talbot

Billy finisce il suo Set e si preparano ora per la chiusura gli Young&Old. I ragazzi sono particolarmente in forma si sente subito dalle prime note danno vita ad uno show eccezionale concludendolo con una versione di Cortez the Killer che esalta le doti solistiche di Mr.Soul.

Young&OldYoung&Old

Sembra che tutto sia finito invece no c’è l’apoteosi finale tutti sul palco, anche Billy Talbot, a suonare e cantare l’inno del nostro sito Rockin’ in the free world. A questo punto è veramente finita e non mi resta che ringraziare tutti quelli che si sono impegnati per mesi per organizzare questo evento. MrSoul, Pocahontas, Salvatore, tutti quelli che hanno suonato mettendoci tutta l’anima ed il cuore possibili. Grazie a tutti Ragazzi ci avete regalato veramente un NY Day indimenticabile. Un ultimo ringraziamento vorrei rivolgerlo a Diego per aver voluto dividere con me le emozioni di questa serata.

Il gran finaleIl gran finale


di Diego Fogagnolo foto di Stefano Frollano e Emma Marconcini + Broken Arrow Crew

La mitica cena pre-show a casa di StefanoQuando sabato mattina sono partito per Roma, in cuor mio speravo che fosse un weekend da ricordare. Ebbene, non mi sono sbagliato: tutto ciò che ho visto e vissuto in questi due giorni andati non lo dimenticherò davvero mai più. Giuseppe che mi accoglie come un fratello, il pomeriggio con lui e la sua famiglia, la sera a cena a casa Frollano con tanta gente speciale: Serena Pocahontas, Riccardo, Marella, John, Melanie, Roberto e la sua donna (scusate ma non mi ricordo il nome, sembra una Patrizia Pellegrino più giovane...), Emma e sua sorella (cuoca eccezionale) con i figli e naturalmente Stefano Mr.Soul. Solo i vicini, a mezzanotte inoltrata, ci fanno smettere di cantare e suonare ... Il giorno dopo sempre con Giuseppe, davanti al Jailbreak, rivedo Sal che mi presenta la sua ragazza. Conosco Renzo (43), persona gentilissima, L'allestimentoarriva Marco Youngman come me direttamente dal Veneto e rivedo tutti i compagni d'avventura della sera prima. Giuseppe vi ha già raccontato del nostro tavolo-avamposto difeso dall'assalto dell'admin lecchino, ma diviso invece con Marella e Youngman con immenso piacere. Le pareti del locale tappezzate di posters e copertine younghiane, si spengono le luci e parte Adriano Intropolis con il suo medley, poi Giancarlo Susanna introduce la serata e via con una raccolta di filmati che catalizzano subito l'attenzione del pubblico presente. Il locale si riempie gradatamente, quando attacca Stefano Fedele con la sua chitarra (immaginatevi una sorta di Michael Hedges con una voce soul) si è già un buon numero : Out of my mind, Are you ready e Soldier i brani proposti. Poi il nostro Renzo che presenta le sue cover italiane di Neil con coraggio ed abilità: il pubblico apprezza.

Stefano FedeleRenzo Cozzani

Arrivano i Waterfall che iniziano con Only love can break e concludono con una bellissima Human Highway. Salgono sul palco i Mr. Young con Riccardo cantante febbricitante: Pocahontas è preoccupata, ma Old man, Southern Man (urlata con il megafono!) ed Alabama incendiano il palco sul quale c'è anche Stefano alla solista... grande set!!

I WaterfallStefano e Mr.YoungStefano e Mr.Young

Poi è la volta di John Hughes dei Broken Arrow canadesi: solo per il fatto di esserci meriterebbe una standing ovation. I am a child, A man needs a maid ("Purtroppo ho dimenticato di portare la London Symphony Orchestra" scherza John) e Double E sono pezzi eseguiti con passione, emozione e simpatia ed il pubblico è davvero tutto con lui. Thanks for coming, John!!

John HugesJohn Huges

La Francesco Lucarelli Band con After the Goldrush, Motorcycle Mama ed un pezzo di produzione propria

Francesco Lucarelli BandFrancesco Lucarelli Band

anticipa la salita sul palco del Jailbreak di Billy Talbot, special guest dell'evento, che crea immediatamente un'atmosfera molto intima con un set acustico che riprende i brani del suo ultimo lavoro, fatta eccezione per una I don't wanna talk about it davvero magica (suonata con Stefano Frollano alla slide e Francesco Lucarelli alla chitarra ed armonica: i due rimarranno sul palco con Billy anche per altri brani). Talbot suona anche il piano (dopo un'iniziale ritrosia) e tutto va per il meglio.

Stefano Frollano e Billy TalbotBilly Talbot al piano


La chiusura è affidata agli Young & Old che partono subito in quarta con una When you dance che ha il tiro giusto, seguita a ruota da The loner esplosiva e da uno degli high-lights della serata, un'esecuzione di Cortez the Killer con Stefano sugli scudi con tutta la band (un personale plauso alla sezione ritmica).

Young & OldYoung & Old

Poi tutti sul palco per l'inno Rockin' in the free world... Che dire? Alla fine ci ritroviamo tutti abbracciati, consapevoli di aver vissuto una serata davvero, ripeto, indimenticabile.
Grazie a tutti coloro che la hanno resa possibile e che si sono fatti il mazzo. E grazie anche a brother Montezuma, grazie veramente di cuore, amico mio.

Il gran finaleIl gran finale


di Adriano Candali Foto di Salvatore Esposito e Emma Marconcini

Adriano CandaliEsco dal traffico prepotente di Roma e trovo il Jailbreak, sembra un caldo pezzo di west-coast; c’è gente davanti, come nei grandi eventi, e c’è Salvatore Esposito, persona simpaticissima, con altri membri del forum di cui non capisco i . Entro con mia moglie e mia figlia di quasi tre anni; il locale è veramente accogliente, allestito con gigantografie di Neil Young, stand con fotografie, un banchetto con i libri , su ogni parete foto di Neil, dal soffitto cadono mega-copertine di bootleg; in fondo c'è il palco, come una nave pronta a salpare, ricco di chitarre, c’è una maschera indiana, cartelli stradali della route66; una ragazza mi consegna la locandina e la maglietta; conosco Francesco Lucarelli, che si aggira serafico e Stefano Frollano, deus ex machina; il locale comincia a riempirsi, tra i tavoli occupati dai gruppi si siedono gli appassionati, aumenta il brusio, si alza la temperatura; prendo due accordi con il fonico e arriva Billy Talbotl’inizio della serata, salgo sul palco, inizio a suonare, prima The Painter, a ricordare che ; poi il medley.. Dopo l’apertura, Giancarlo Susanna ci trasporta nel mondo di Neil Young, della West Coast, senza sosta seguono filmati inediti, mentre nel locale ormai chi arriva si siede sugli scalini; l’atmosfera è bellissima; poi iniziano a suonare i solisti, i gruppi, incredibilmente bravi; ciascuno con la propria arte da condividere; dal primo momento l’impressione è a quella di essere dentro un ‘evento’ e non solo ad uno splendido concerto; un grazie all’organizzazione, davvero impeccabile. Mia figlia mi costringe ad andare via prima della fine della serata; un saluto a chi non ho potuto salutare personalmente; mentre uscivo, tramite Salvatore, scambio anche due parole con Billy Talbot.


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