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martedì 10 agosto 2010

Rockinfreeworld Intervista Johny Barbata


di Salvatore Esposito

Italiano di origini Johny Barbata, il celebre batterista dei Turtles, CSN&Y, Jefferson Airplane e Jefferson Starship si racconta in questa intervista in esclusiva per Rockin' In The Freeworld che prende spunto dalla recente pubblicazione della sua autobiografia. Tra ricordi d'infanzia, i giorni con CSN&Y e i concerti del Times Fades Away con Neil Young emerge il profilo di una piccola grande icona del rock n' roll.
Ho letto con piacere la tua autobiografia. Come mai hai deciso di scrivere e poi pubblicare questo libro ?Quando mia moglie mi detto: devi scrivere una libro. Ho capito che avendo alle spalle 100 album e 20 hit singles avevo veramente contribuito alla storia del rock 'n' roll e ne ero parte. I volevo che miei fans leggessero la mia storia così ho cominciato a scrivere sfruttando la mia buona memoria.

Nelle prime pagine c'è una storia davvero particolare. Quando eri ragazzino, hai conosciuto Einstein. E' vero? Qualcuno stenta a crederci…E' una storia vera. Albert Einstein era senza benzina su Lago Saranac nello stato di New York e noi gliene abbiamo data un po' dalla nostra barca. Io ero affianco a lui mentre parlava con mia madre che è originaria di Innsbrook.

Come hai deciso di imparare a suonare la batteria?"Quando avevo 15 anni andavo con il mio miglior amico Glen Johnson a ballare nella nostra Scuola Parrocchiale e mi piaceva moltissimo la batteria. Così ho deciso di imparare a suonarla.

Sai suonare altri strumenti?Suono le congas e tutti i tipi di percussione e mi diletto un po' al basso.

Qual'è stato il batterista che ti ha influenzato di più?Buddy Rich, senza dubbio. Lui era il miglior batterista al mondo. E io ho avuto modo di prendere alcune lezioni da lui quando la mia band aprì alcuni concerti per lui.

Quando ho cominciato a leggere il libro, ho pensato che la tua memoria era vivacissima. Come riesci a ricordarti così nei dettagli ogni momento della tua carriera?Ho cominciato a scrivere il libro cinque anni fa e mia figlia, che è anche lei un ottima batterista, mi ha sicuramente aiutato. Ho vissuto una vita incredibile e la mia memoria non poteva che essere vivacissima.

Cosa ricordi della tua prima session di registrazione?Il ricordo più bello di quell'epoca è proprio la mia prima incisione con i Sentinals, la mia seconda band. Il brano si chiamava La Tinia e lo registrammo in un piccolo studio di Los Angeles e poi fu pubblicato dalla Del-Fi Records e divenne un piccolo successo west coast in California.

La tua prima band però sono stati I Velvatones….Che genere di musica facevate?Principalmente versioni strumentali di classici di ogni tempo.

Come sei entrato nei Turtles?Gene Parson mi raccomandò ai Turtles e loro mi portarono al Sunset Sound Studios per farmi provare su alcune registrazioni che avevano fatto. Le cose andarono alla grande e il primo brano che registrammo fu "Outside Chance" in una sola take e il produttore Bones Howe disse "prendete quel batterista!!".

Molte band, che poi sono diventate famose, hanno aperto per te. Te ne ricordi qualcuna?Quando ero nei Turtles ricordo molto bene di concerti con The Doors, Iron Butterfly, Creedence Crear Water Revival, Buffalo Springfield. Mentre quando ero con i Jefferson Starship era già cambiato qualcosa nella scena rock e non era più lo stesso, tuttavia mi ricordo bene degli Heart, dei Fleetwood Mac, Jeff Beck. Con loro abbiamo trascorso momenti davvero belli.

Nel tuo libro parli molto di donne, droghe e alcool nella tua vita. Puoi dirci com'era la tua vita da rock star allora e come è or ache sei sposato e hai una famiglia?Se sono cambiato è perché la mia vita lo ha fatto per me. Voglio dire però che ora è molto meglio. Quando vivevo da rock star ho incontrato tante donne bellissime ma quando ho conosciuto Angie si è seduta al mio fianco una persona eccezionale che ha cambiato la mia vita.

Puoi raccontarci del tuo primo incontro con i Beatles?Ero con i Turtles in tour in Europa e ricordo che eravamo in un locale, chiamato The Speakeasy, e noi eravamo seduti vicino a John e Ringo. Il loro manager ci chiese se volevamo incontrarli e noi gli dicemmo di si. Mi ero ubriacato con del vino francese ed ero seduto tra Ringo e John che erano completamente andati con l' LSD. Mi avvicinai a John Lennon e gli dissi che se non fosse stato per i Beatles noi non saremmo stati li. Lui mi rispose dicendo che avevano rubato tutto da Chuck Berry".

Ci racconti della tua prima esperienza con CSN&Y. Come sei entrato nella band?Ricordo che Neil Young disse alla band: "o va via Dallas Taylor o me ne vado io" e poi mi chiamò per entrare nella band. Io ero nella cabina quando David Crosby e Neil Young entrarono e dissero che avevano licenziato Dallas Taylor e Greg Reeves, il loro bassista e stavano parlando del fatto che avevano bisogno di un nuovo bassista e di un batterista. Io provai a pensare a qualcuno che potesse suonare con loro e poi loro guardarono me e il mio amico Leo Makota e dissero: "Che ne pensi John?".

Qual'è il ricordo a cui sei più legato di quell periodo?Mi ricordo che un giorno eravamo seduti sotto al portico di Neil insieme a Joni Mitchel, Graham Nash, e Stepehen Stills e loro cantarono insieme solo per me.

Che ricordi hai delle session di incisione di Ohio?E' stata una delle mie esperienze più importanti. Abbiamo inciso il brano in una sola take e tre giorni più tardi era in radio. Una cosa incredibile oggi. La canzone arrivò al numero 7 della classifica senza avere il 75% di aiplay nelle radio, perchè era una canzone politica e non vollero farla passare in radio perchè avevano paura che arrivasse al primo posto.

Nel libro scrivi che il tuo brano preferito di Neil Young è Don't Be Denied. Qual è quello che preferisci nel repertorio di CSN?Our House, senza dubbio.

Hai registrato Song For Survivors con Graham Nash. Che ricordi hai di Graham?E' uno dei miei migliori amici. Penso possa bastare.

Cosa mi dici di Crosby e Nash?Hanno scritto molti brani insieme e sono molto amici. Loro due insieme sono una squadra.

Cosa significa vivere e suonare con Neil Young?Neil è il migliore di tutti. E' una persona splendida, come molti italiani.

Ci parli del Times Fades Away Tour?Con solo venti minuti di prove riuscii suonare in concerto per un ora e tre quarti. Entrai subito negli Stray Gators. Suonai in quel disco splendido ora diventato una chicca per collezionisti. Sarebbe bello che Neil lo ripubblicasse in cd

Tu dici che Neil è una persona eccezionale, lui si definisce un "Perfet Stranger". Qual è la verità.E' un perfect stranger se non lo conosci.

Hai ascoltato Greendale?Certo, sono andato a vedere il concerto di Dallas. Mi è piaciuto moltissimo.

Hai suonato anche con Carlos Santana, che ricordi hai?Abbiamo fatto un concerto a Puerto Rico con Booker T. Jones e noi aprivamo per Carlos. Il posto era piccolo e Booker decise di aprire il concerto con una ballata mentre tutti volevano vedere Carlos, suonammo tre brani insieme. Lui è un grande chitarrista.

Puoi parlarci della tua esperienza con i Jefferson?Erano due band incredibili. Ci divertivamo moltissimo. Grace Slick è una cantante di grande personalità così come Marty Balin e Paul Kantner sono due ottimi songwriter. Mi manca un po' quel periodo.

Hai suonato in molti dischi, qual'è il migliore di tutti ?LA Getaway, prodotto da John Rothchild.

Hai pubblicato due dischi con tua moglie, vero?Abbiamo inciso due dischi ma abbiamo circa sessanta canzoni scritte insieme e stiamo ancora registrando e scrivendo nuovi brani in pieno stile west coast e country rock per un nuovo album


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Johny Barbata: The Legendary Life of a Rock Star Drummerwww.johnybarbata.com

di Salvatore Esposito da JAM

Storie, aneddoti e racconti inediti nell'autobiografia di Johny Barbata
"Ho vissuto una vita incredibile e ora ho scritto questo libro per condividere la mia esperienza con i fan e con gli appassionati di rock" così Johny Barbata, talentuoso batterista già al seguito di CSNY, Turtles, Jefferson Airplane e Jefferson Starship, introduce The Legendary Life of a Rock Star Drummer, la sua interessante autobiografia, autoprodotta e autodistribuita attraverso il suo sito internet (www.johnybarbata.com). Aperta da un racconto quasi paradossale tra il nostro e "un certo" Albert Einstein, conosciuto da piccolo durante una vacanza, questa autobiografia di Johny Barbata percorre dettagliatamente tutta la sua carriera dagl'anni sessanta agl'anni novanta non risparmiando critiche qua e là, a volte anche gratuite, ma soprattutto racconti inediti. Come è facile immaginare, essendo un libro autoprodotto, sia l'aspetto estetico sia il linguaggio molto informale usato da Johny Barbata lasciano un po' a desiderare ma è innegabile il fascino che emerge dalle sue storie in particolare quelle relative ai Tour di Times Fades Away con Neil Young e di 4 Way Street con CSN&Y. Di non meno interesse sono inoltre gli aneddoti relativi alla sua esperienza con i Jefferson Airplane e Starship e alla sua amicizia con Grace Slick e quelli relativi ai suoi incontri come quello con i Beatles. Insomma un libro, non perfetto, ma pieno di quello spirito che fece della West Coast Music un momento del rock irripetibile.