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Neil Young - Roxy: Tonight's The Night Live

Il nuovo live d'archivio è la testimonianza del celeberrimo tour del 1973 con i Santa Monica Flyers, una selezione dai concerti inaugurali del Roxy Club di Los Angeles.

Neil Young + Promise Of The Real - Paradox

L'ultimo esperimento è un "pastiche" cinematografico surreal-western a base ecologista, più relativo soundtrack che mischia brani live, jam, cover e strumentali.

Neil Young Archives

Il sito web ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, album, film, inediti, foto, manoscritti, memorabilia, video, radio clips e tanto altro.

Neil Young + Promise Of The Real - The Visitor

Il nuovo album è un viaggio personale tra i temi cari a Neil Young che esplora sonorità inedite tra blues e texmex, rock distorto e orchestrale, persino funk e rap.

David Crosby - Sky Trails

Terzo album in appena quattro anni, il nuovo sofisticato lavoro del membro più anziano di CSN&Y è un'altra prova della sua ritrovata creatività.

domenica 18 marzo 2018

Da Paradox al glorioso futuro degli Archivi, passando per un romanzo: interviste a Neil Young


Qual è stato il tuo momento preferito durante la lavorazione di Paradox?
È stato grandioso tutto quanto. Alcune delle scene che ho fatto sulla neve sono state divertenti. Non ero mai stato su una slitta trainata da cani. Mi è sembrato di riuscirci in modo molto naturale. Di punto in bianco sono su una slitta e i cani stanno correndo. Mi sono divertito molto e anche tutte le scene musicali sono eccezionali. Adoro la scena del fuoco da campo insieme ai ragazzi.

Alcuni dei dialoghi sono molto divertenti. Ci sono battute tipo “L’amore è come una scoreggia: se ti sforzi, finisce in merda”.
Le ha scritte tutte Darryl. La sceneggiatura è sua. Poi è andata in giro per negozi dell’usato e ha comprato tutti i costumi. Ha fatto tutto da sola. È una regista straordinaria e professionale. Ha fatto tutto questo con 125 mila dollari.

Voi ragazzi avreste potuto fare tutto quanto, ma forse è meglio di no.
No, è quello che è. È così che volevamo. Non avevamo illusioni. Non siamo Cecil B. DeMille o Eastwood. Non ci importa di quelle stronzate. Lascia che loro facciano i loro grandi film. Benissimo. Loro fanno quello e lo fanno bene. Questi siamo noi. Lo abbiamo fatto per i nostri affezionati. Non stiamo cercando di impressionare nessuno.

Cos’hai imparato lavorando con Daryl a un livello professionale?
Ho molto rispetto per Daryl. È una lavoratrice instancabile. Non vedi nessun altro lavorare duramente come lei. Sa che i suoi fan non capiranno di cosa si tratta e si preoccuperanno un tantino, ma lei adora l’arte ed è una vera artista. Nessuno avrebbe potuto fare questo film come lo ha fatto lei. Ha messo insieme tutto.

C’è una versione incredibile di “Peace Trail” con i Promise Of The Real. Il tuo ritmo di lavoro è talmente veloce che è facile finire per trascurare una grande canzone come quella.
È una versione bella quella sotto la tenda. È stata la prima volta che i Promise Of The Real l’hanno suonata. Avevano sentito l’album Peace Trail, dove la avevo registrata con Keltner e Bushnell. Lui è un grande bassista. Ci è piaciuto molto fare quel disco. Ma non c’erano i ragazzi, lì. Loro erano in tour e io volevo suonare. È lì che hanno capito, “merda, quando lui vuole suonare, suonerà, costi quel che costi”. Perché è così che faccio tutte queste cose. Non aspetto. Le faccio e basta. Mi dico, “quello che ho è un dono e lo accetto, lo userò e mi darò una mossa”. È stato un vero peccato che non fossero a disposizione – sarebbe stato un eccezionale con loro – ma Peace Trail è un grande disco.

Come ti senti ora che hai inaugurato gli archivi?
Benissimo. È un lavoro amorevole. La tua rivista ne ha riconosciuto il suono e per le persone che lo possono sentire è grandioso. Lo è per forza perché è il miglior sound digitale al mondo. È questo che abbiamo. Abbiamo solo trovato un modo per renderlo disponibile a chiunque. Spotify e Tidal non lo hanno ancora trovato, noi sì.

Come?
Be’, ho un amico a Singapore che l’ha scoperto per me. [Ride] Ma è davvero semplice. Il bitrate dello streaming è adattivo. Spotify ha due livelli di streaming, così come la Apple. I livelli più alti di Tidal sono migliori di tutti gli altri, quasi alla qualità cd. Tutto ciò si basa sulla tecnologia del XX secolo, il tentativo di comprimere i file per occupare meno spazio. Ma non dobbiamo più farlo, è una cosa sorpassata. Questo è il XXI secolo. Quelle compagnie hanno due o tre livelli, noi ne abbiamo 15.000. Quindi la musica ha 15.000 livelli perciò può essere riprodotta in qualsiasi momento.

Hai uno staff che porta avanti i tuoi archivi? Come funziona?
Abbiamo tre o quattro persone [a Los Angeles] che costituiscono il cuore dell’intera cosa. Avremmo bisogno di altre persone, comunque. Ma non abbiamo più soldi. Dovremmo assumere qualche stagista. [Ride] Non abbiamo un ufficio, quindi dovremo procurarcene uno. Ogni cosa ha un costo. Ma è divertente.

Qual è il tuo ruolo?
Sono al telefono con loro 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, a parlare di cose diverse. Varie cose che stiamo facendo e metodi per migliorare il servizio. Le iscrizioni saranno molto interessanti. Ci sarà comunque un livello gratuito nel quale si potrà ascoltare la mia top 10 streaming degli album più popolari.

Quando inizierete a far pagare il servizio?
Dobbiamo iniziare in giugno perché il nostro accordo scade allora. Abbiamo fatto un accordo per sei mesi nei quali tutto è gratuito. Poi iniziano le iscrizioni, che è sempre come il bacio della morte perché la gente scopre che dovrà pagare… Ma il nostro prezzo sarà davvero basso per avere tutta la musica in alta risoluzione, le informazioni, i film, i video e tutto il resto degli archivi. Abbiamo caricato finora solo il 25% circa del materiale che abbiamo.

Ci sono delle cose che non sentivi da tempo e che ti hanno sorpreso positivamente?
Broken Arrow. È un gran bell’album. Alcune canzoni, in particolare, come “This Town”. Amo davvero quel disco. C’è un bellissimo video che Tim Pope fece all’epoca e che non credo che nessuno abbia visto. “Scattered” è un’altra che mi piace tanto. È stato il primo album che ho fatto dopo la morte del mio produttore David Briggs. Quindi significa molto per me. Questi dischi riguardano ciò che stava accadendo in quel momento e mi piace averli lì dove posso riascoltarli in base al loro tono. Zuma è un altro di quelli che adoro. Abbiamo anche Dume pronto all’uscita, da Point Dume [luogo delle session del 1975 - ndt]. È un altro take di Zuma che contiene sei tracce inedite su Zuma, ed è leggermente diverso. Ci sono davvero tante cose in arrivo.

Ho letto che tu hai registrato tutto: ogni soundcheck, ogni concerto. Alla fine li avremo tutti sulla timeline [degli Archivi]?
Mi piace selezionare le performance live, più che averle tutte quante, semplicemente perché alcune sono migliori di altre. C’è una vibrazione che va e viene, perciò tocca all’artista cogliere le cose giuste. Nel mondo di oggi è tutto reperibile. Quindi il mio approccio è, “questo è quello che io farò uscire”. Non siamo su Facebook, sei tu che vieni a visitare un posto mio. Ti mostreremo e ti faremo ascoltare le cose migliori che tu abbia mai sentito, ma devi essere tu a venire da noi. È questo che chiediamo.

Dev’essere interessante vedere tutto il lavoro che hai fatto riunito insieme, di fronte a te.
È piuttosto incredibile, in effetti. Cerco di non pensarci troppo… Comincia nel 1963 e oggi siamo nel 2018. Cerco di restare sereno a riguardo.

Non ti piace guardare indietro.
Sei costretto per fare questo. Ed è bello. Abbiamo le nostre piccole, sciocche classifiche e io sono sempre al numero uno. [Ride] Ma “Aurora” e “The Sultan” sono state nella Top 10 per le prime due settimane. Vedere quelle due incisioni risalenti alla mia band scolastica [The Squires] lassù insieme a Harvest è stato piuttosto figo.

Avete progetti su come implementare tutto ciò?
È una sfida. Ci stiamo ancora ragionando. Ci saranno due livelli. Quando si pagherà, il costo sarà circa il 20% di quello di qualunque altro servizio streaming. Sarà davvero economico. E potrai avere tutti gli archivi in alta definizione. Se non vorrai pagare, avrai comunque a disposizione i miei 10 album più popolari, dei quali potrai navigare tutti i contenuti.

Avete deciso di abbandonare i box set fisici a questo punto?
No… La casa discografica vuole fortemente che ne faccia uscire un altro. Abbiamo il Volume 2 quasi pronto. Purtroppo il mio art-director Gary Burden è scomparso la settimana scorsa. È stato con me per 50 anni. Sono davvero triste. Stava lavorando al libro, alla cover e a tutto il resto. Sua moglie Janice è ancora con noi e ci aiuterà a finirlo. Sai, i tempi cambiano. Abbiamo dovuto produrlo con il compromesso del suono a qualità cd. Non suonerà così bene come sul sito, ma potrai portarlo con te. Potrai comunque usare lo streaming sul tuo telefono. Con un set di cuffie buone dotate di convertitore digitale-analogico, puoi goderti pienamente la qualità 24/192.

Il mese prossimo farai uscire Roxy: Tonight’s The Night Live, dai concerti leggendari del 1973. Come ti senti nel riascoltarlo?
Be’, mi sento come se fossi là. Ricordo la vibrazione. Eravamo proprio a nostro agio perché conoscevamo benissimo le canzoni. Le avevamo suonate per due mesi in studio, rifacendo Tonight’s The Night ogni notte, bevendo fino alle ore piccole. Suonavamo l’intero album, ci fermavamo, bevevamo e ricominciavamo dall’inizio. Ecco come abbiamo ottenuto quella vibrazione. Quell’album è stato registrato in gran parte in una sola notte, ma devi aspettare perché arrivi il momento e quando arriva tu sei lì. E lo afferri, ed è questo che condividi con le altre persone, a cui arriva la crema del tuo intero raccolto.

È sempre stato dipinto come un periodo molto oscuro, dato che hai registrato quell’album dopo la morte del tuo chitarrista Danny Whitten e del roadie Bruce Berry, a distanza di sette mesi l’uno dall’altro.
È come una veglia funebre. Una veglia per quei ragazzi che perdemmo per colpa della droga. Ma dall’altro lato, le veglie non sono sempre oscure. È il blues, capisci? Alla fine ti fa sorridere.

Quest’anno tornerai a suonare con i Promise Of The Real.
Sì. Saremo al festival Arroyo Seco [Pasadena, California]. Suoneremo in Quebec. E al Farm Aid. Per ora c’è solo questo. Non intenzione per ora di fare un altro tour per palazzetti o stadi, niente del genere. Forse l’anno prossimo lo farò. Ho troppe cose da fare con gli archivi. Sto lavorando a quelli e a un libro. Sto terminando di lavorare a un romanzo.

Di cosa si tratta?
È un romanzo intitolato Canary. Ho un agente a New York che ci sta lavorando insieme a me proprio ora. Ormai abbiamo finito. È una sorta di romanzo di fantascienza che parla di un tizio che viene arrestato per un crimine. Lavora in una compagnia per l’energia all’interno della quale c’è corruzione, e vuole rivelare la cosa, quindi cerca un modo per farlo e stacca la corrente un paio di volte. Viene arrestato per questo, gli sbirri vengono a prelevarlo nel suo ufficio, lo chiudono in un furgone, lo drogano e lo portano in un ospedale da qualche parte. Quando si sveglia, la sua missione è pagare il suo debito con la società. Gli importa solo di quello. Poi indossa un paio di occhiali, i quali trasmettono tutto ciò che vede, mentre lui va in giro, interagisce con la gente, come un ragazzo normale. Ma ci sono persone al centro di una stanza che guardano e ascoltano tutto ciò che lui sta facendo. Lui scopre che la compagnia solare per cui lavora è una bufala e non utilizza affatto energia solare. Stanno usando questa merda… Il tizio dietro tutto questo ha inventato un modo terribile per produrre un pessimo carburante, pessima energia, creando geneticamente animali che producono merda dalla quale viene fatto il carburante. Ha creato una specie nuova. Ma la specie scappa e scoppia un casino. È una lunga storia. Un romanzo.

Di recente molti grandi artisti hanno annunciato il loro ultimo tour prima della pensione.
Io lo sto per fare con Cher. Io e Cher stiamo per fare il tour d’addio. [Ride] “Neil e Cher”. Quando andrò in pensione la gente lo saprà, perché sarò morto. Lo sapranno: “Non tornerà più! Se n’è andato!” Ma io non dirò mai, “Non tornerò più”. Che razza di stronzata è questa? Posso andare in giro a suonare se mi sento di farlo, e in questo momento non mi va. Ho una grande band. Ho due grandi band, i Promise Of The Real e i Crazy Horse. Sono entrambe grandi band e sono diverse. I Promise possono suonare praticamente tutto ciò che faccio. Sono eccezionali, hanno l’energia e tutto il resto. Ciascuno ha la sua vibrazione, sul palco. In loro non c’è un grammo di paura, da nessuna parte.

Hai scritto di recente che non si è ancora chiusa la porta dei Crazy Horse.
Be’, nel cassetto abbiamo un album incredibile, piuttosto recente, Alchemy. Poi abbiamo un album del 2001, Toast. E un altro del 1969/70, i primi giorni, con della roba che nessuno ha mai sentito. Quando esco in tour ho delle cose da proporre. In questo momento non sono pronto per fare tour. Ho una simpatica sensazione dentro di me, a cui do ascolto, che mi dice di no. Dirà di sì quando sarò pronto. Io ascolto la musa e la musa mi dice di prendermi una pausa.

Tornando all’album live Roxy 1973, quant’è diverso il tizio che canta su quel nastro dal tizio che sei oggi?
Un tizio completamente diverso. Non lo conosco neanche più, quell’altro. Se potessi parlare con lui potremmo scoprirlo, ma non posso. Ascoltando bene l’album si può cogliere. Sfortunatamente non ci sono molti video di quel periodo.

Cosa gli diresti se potessi parlargli?
Gli direi, “Stai andando forte, amico. Mi piace il tuo vestito”.

Voi ragazzi bevevate parecchia tequila nei giorni di Tonight’s The Night.
Era una cosa folle. Non lo faccio più.

Oggigiorno hai dei vizi?
No, a parte l’erba. La nostrana di Zio Neil. Buona.

L’erba ti rende più creativo?
Non so se sia meglio o peggio, ma è diverso. Quando inizi a fumare e non vuoi fermarti mentre scrivi, è una cosa buona. Qualsiasi cosa che ti faccia essere più creativo è una cosa buona. Ti permette di concentrarti su ciò che stai facendo. Potresti fare qualche errore ma non importa, puoi tornarci sopra dopo e sistemare. Io non mi fermo appresso agli errori. Vado avanti e basta. Quando hai finito, lo guardi, cerchi di renderlo migliore, ma senza ripensarlo troppo. Perché ciò che è venuto fuori da te è già buono.

Molta gente spende anni su dei dischi.
Fanculo. Non io.

I piccoli concerti al Roxy vennero dopo un grosso tour per Time Fades Away, che è leggendario per esser stato piuttosto oscuro e impegnativo per il pubblico.
Sì, è tutto là, nel passato. Al Roxy fu divertente. Nel tour di Tonight’s The Night cercarono di seppellire ciò che stavo facendo. Avevo appena fatto Harvest, poi un altro album, poi ho fatto Tonight’s The Night. Time Fades Away era quello prima e non fu un gran successo se paragonato a Harvest. Tutti speravano che mi trasformassi in John Denver. Ma non accadde. Per inciso, reputo John Denver un grande. Solo che ci sono molti modi diversi per fare qualcosa, e a me piace fare a modo mio.
Rolling Stone

* * *

Come hai assemblato il materiale [musicale] per il film?
I passaggi strumentali sono stati scritti per il film. Poi ci sono “Peace Trail”, “Pocahontas” e la lunga parte strumentale di “Cowgirl”, tre canzoni vecchie ovviamente – sebbene “Peace Trail” sia vecchia solo di un anno. “Diggin’ In The Dirt” la abbiamo scritta appositamente, Lukas, Micah e io. Poi c’è la canzone di Willie, “Angel Flying Too Close to the Ground” cantata da Lukas, che forse è la highlight, un classico. È come se questi due ragazzi (Lukas e Micah) fossero due tesori americani. Stanno portando avanti il lavoro che il loro padre ha fatto così bene per tanti anni. È una cosa bellissima.

Devi averli conosciuti sin da quand’erano piccoli. Quand’è che hai realizzato, ehi, questi ragazzi potrebbero essere adatti per la mia band?
La prima volta di cui mi ricordo dev’essere stato mentre Willie e io eravamo sul palco al Farm Aid a Milwaukee, circa otto anni fa. Lukas stava suonando insieme al suo trio [i Promise], ed erano eccezionali. Strabilianti. Io ero lì con Willie e dicevo, “devi essere davvero felice di questo, vedere i tuoi ragazzi lì fuori”. È sempre stato bello vederli. Ora che sto suonando con loro, sono fantastici. È come se sapessero già tutto. Sono nel fiume, seguono la corrente. Intrinsecamente sanno tutto e non hanno paura. Nessuno di loro ha paura. Non si preoccupano di niente se non della musica. Non cercano di dimostrare nulla.

Lukas ha detto che la sua priorità è suonare con te, ma sta andando bene anche da solo e ha pubblicato un gran disco quest’anno. Come riesci a bilanciare il bisogno di una tua band con il desiderio di incoraggiarlo sulla sua strada?
Voglio che lui faccia tutto ciò che vuole fare. E nel momento in cui sono pronto a uscire in tour, spero che anche loro lo siano. In questo momento non ho nuova musica per la quale ho bisogno di uscire a suonare, a fare un tour di Neil Young. Devo avere una manciata di canzoni nuove, a quel punto ho qualcosa in cui affondare i denti. E poi le vecchie canzoni arrivano subito dietro. Loro aspettano il momento giusto per guadagnare nuova vita. Ma non posso farlo senza nuove canzoni, quindi le devo aspettare.

Hai già realizzato in passato dei progetti di musica e film. Paradox è stato diverso?
È un proseguimento della musica. Abbiamo fatto la musica che ci sentivamo di fare. Sapevamo di avere un paio di scene per le quali c’era da creare qualche tema, e li abbiamo creati. In un caso abbiamo preso molto a prestito da una mia precedente canzone per creare una nuova traccia musicale, uno strumentale tratto da una delle mie vecchie melodie. Un altro paio di canzoni sono jam nelle quali ci siamo semplicemente lasciati andare; non ci abbiamo pensato troppo. È stato tutto molto divertente. Le percussioni su una di quelle sono pazzesche. Tato e Anthony avevano tutti questi tamburi in studio e li suonavano rumorosamente, stavamo diventando matti. Su un’altra ho preso la mia armonica e ho detto alla band, “suonate la melodia di ‘Love And Only Love’ mentre io suonerò l’armonica sparandola dentro al mio amplificatore”. E tutti abbiamo continuato a suonare, e siamo andati avanti così per molto tempo. È stata un’esperienza divertente, grandiosa.

Nel tuo nuovo sito streaming Archives c’è un video di 10 minuti dove spieghi come funziona. Da quanti anni ci stai lavorando?
Be’, ho iniziato con un mio amico chiamato Larry Johnson, che è scomparso circa cinque anni fa [nel 2010 - nt]. Abbiamo iniziato nel 1990 a costruirlo, poi abbiamo fatto uscire Archives Vol.1 in bluray [nel 2009 - ndt] perché volevamo l’alta definizione. Volevo che la musica fosse tutto ciò che poteva essere, e non volevo far uscire la mia storia finché la musica non avesse suonato bene. Odio come la musica oggi suona su internet, e non mi piace che la gente debba ascoltarla. È stata svuotata senza una ragione. Quindi ho voluto dimostrare al mondo che si può avere musica che suona in modo eccezionale anche al computer, basta collegare delle casse ed è come Dio. L’abbiamo fatto. È il sito con il miglior streaming al mondo. Non c’è nessun altro che fa ciò che facciamo noi. La nostra tecnologia è sconvolgente sotto questo aspetto. Sono davvero orgoglioso di questo. Gli archivi sono stati un viaggio incredibile per me. È bello avere un posto organizzato dove mettere tutto ciò che ho fatto, in modo che la gente possa trovarlo e fare riferimento a esso. È come la mia vita intera: se mi piace qualcosa e faccio un buon lavoro su essa, c’è sempre abbastanza gente a cui piacerà per poter andare avanti a fare qualcos’altro. È così che vedo gli archivi: è il culmine di tutto questo. Ci abbiamo lavorato per lungo tempo per renderlo così grandioso. Sono felice soprattutto della qualità audio. Non c’è magia, solo tecnologia. Si tratta di usare la tecnologia di questo secolo anziché dello scorso.

Quante persone ci sono volute per realizzarlo? Un paio di dozzine?
Non così tante. Ci siamo trasferiti da un posto all’altro. Abbiamo una tech-house a San Francisco che ha fatto molto dello sviluppo. Ma ci siamo sopra da tanti anni, sviluppando l’aspetto grafico. È una grande macchina del tempo per la musica e per tutte le altre cose.

Nelle istruzioni del video, mostri alcune immagini di una vecchia copertina e fai un commento sull’avere spazio per l’arte delle copertine. Ma ora hai spazio infinito sul web.
Sì. E mentre ascolti puoi spostarti e guardare tante cose diverse. E il sito è ancora in fase di miglioramento. Stiamo ancora lavorando per renderlo più immersivo. Inoltre manca ancora circa il 75% del contenuto delle cartelle rispetto a quello disponibile. Abbiamo molte altre cose da aggiungere ma richiedono tempo. Quella è la parte più dura. Stiamo andando ancora lenti adesso, sto cercando di mettere insieme tutto. Prenderemo qualche stagista e un piccolo ufficio, così caricheremo tutte le informazioni. Qualcosa come ogni singolo credit per ogni singola canzone. Tutti coloro che hanno lavorato su ogni canzone: ingegneri, studio, assistenti, musicisti, produttore. Ci sarà tutto, inclusi i testi e i credits delle pubblicazioni. Tutto ciò che è collegato alla musica. […]
American Statesman / Austin360

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Neil Young: “Parlavamo [io e Daryl] di fare un film da un po’, di quanto sarebbe stato divertente, e Daryl aveva alcune idee. Ha sempre voluto fare una cosa in stile western. Abbiamo girato tutto il film in tre o quattro giorni insieme a un manipolo di amici, sapevo che sarebbe stato uno spasso e anche qualcosa in cui avrei creduto. […] La gente non avrà idea di cosa aspettarsi, probabilmente lo affosseranno perché non è fatto da DeMille, Eastwood o altri, non è il western che cercano loro.”

Daryl Hannah: “E’ stato spontaneo e naturale. Doveva essere breve, ho scritto circa 10 pagine di sceneggiatura e poi tutti si sono calati nella loro parte. […] Non volevamo fare soltanto un video musicale […]. Ovviamente lo abbiamo fatto per divertirci e speriamo che la gente lo prenda in questo spirito. È una cosa spensierata, anche se ha alcuni temi e messaggi che ci stanno a cuore. […] Non avevamo una equipe né un assistente alla regia, quindi Neil è stato d’aiuto. Lui adora fare film […] ma si è astenuto completamente dal dirigere. […] Per quanto riguarda le canzoni che ci sarebbero state, niente era pianificato. È solo accaduto.”
Billboard





Traduzioni: MPB, Rockinfreeworld