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lunedì 12 marzo 2018

The Oral History: Human Highway (film, 1978-82)


Dennis Hopper: Quel film è stato l'unico investimento poco intelligente fatto da Neil. Andava avanti e avanti e avanti – era un anno che ci stavamo sopra, a Human Highway. Era praticamente una festa continua. [1]

Young: Iniziava con questi tizi che ipnotizzavano una gallina. E la gallina in qualche modo aveva... aveva una visione. Sentiva che doveva andare verso un albero. E poi anche i tizi avevano questa visione, così mollavano tutto e partivano. […] Erano nello spazio e non avevano bisogno di tute. Potevano gironzolare liberamente... E c'era un barbiere all'interno di questo albero. La gente usciva da grossi buchi nell'albero […]. C'erano questi pianeti, uno dei quali acquatico, e da lì venne fuori la canzone “Lost In Space” - gli alberi sott'acqua, e questo tizio su una barca a remare e remare per raggiungerli. […] Avevo scritto molte storie di questi personaggi, tutte correlate. […] A cosa volevo arrivare con Human Highway? Volevo fare un film. La storia di un tizio, Lionel, la sua situazione, semplicemente un giorno della sua vita, come spettatore casuale del giorno della fine del mondo. […] Sapevo che i Devo non riuscivano a capirlo e che per loro era tutt'altra cosa. Ecco perché era perfetto averli, hehe. Sapevo che loro non erano come noi, questo è sicuro. […] [1]
Durante le riprese del film Human Highway la suonai [“Hey Hey My My”] con i Devo e Booji Boy la cantò nel lettino, pestando su un sintetizzatore. Io la suonavo con la Old Black. Ricordo che guardando il video c'era un contrasto fra i simboli della pace e le colombe disegnate sulla cinghia della Old Black e l'aspetto di Booji Boy. Quell'immagine creava una sensazione che non riesco a descrivere, era come un accostamento tra la generazione hippie e quella nuova del punk. […] Fu quella la versione rock originale definitiva. Booji Boy  aggiunse e cantò delle parole nuove: “meglio bruciare perché la ruggine non dorme mai” oppure “piuttosto che arrugginire”. Non sono sicuro di quale usò. [3]

Dean Sockwell: Il piano era che non c'era alcun piano, nessuna sceneggiatura. Ognuno avrebbe scritto le proprie parti, Neil e io eravamo il centro... C'era uno scrittore che doveva scrivere la scena dopo che l'avevamo girata. […] Neil adora procedere improvvisando, ma la cosa non favoriva l'improvvisazione. C'erano tre attori, il set, le luci – ma non c'era nulla su cui improvvisare. Non c'era una storia, così pensavamo tante piccole storie mentre andavamo avanti e... non era un gran che. [1]

David Myers: Strana atmosfera. Avvertivo una certa inquietudine prima che la tequila facesse effetto. Neil sembrava sempre sul punto di scoppiare a ridere con una barzelletta sull'intera faccenda. [1]

Larry Johnson: Era molto sperimentale. Che, secondo me, è il punto di forza di Neil – e il motivo per cui è bello lavorare con lui. Tenterà cose che persone più razionali non penserebbero neppure conoscendone i rischi. Neil non è così, lui è un ingenuo esploratore. [1]

Young: Be’, Human Highway è veramente comico. Ma a chi frega di giudicarmi come regista? Il mio obiettivo non è di finire nel cinema con un blockbuster. [2]


Fonti
[1] “Shakey” di J. McDonough
[2] Rolling Stone 2003
[3] Neil Young, “Il Sogno di un Hippie” (2013)